Regina di Quadri

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giovedì, 06 marzo 2008

Il mercato e il lato romantico del rock

Per un miglior effetto straniante, cliccare qui.

Stanotte ho sognato che lui:



 - che nel mio sogno era molto più bello di com'è in realtà... diciamo un po' più simile a lui:



 - doveva suonare qui, in una piazzetta e prima del concerto, mentre aspettavamo che il mercato finisse, passegiavamo per le vie di chissà quale paesino, tutte scale e fiori viola sui balconi e litigavamo come una coppia vissuta, perchè io avevo insinuato che il segreto della loro musica risiedesse in certa chimica illegale... Poi però me lo svelava, il segreto della loro musica, ed io sentivo il profumo di cotone pulito della sua camicia bianca.

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categorie: musica, sogni
mercoledì, 18 ottobre 2006

Un sogno


Ci siamo io ed il fratellopunk in una casa che non è nessuna di quelle in cui abbiamo abitato. Ci parliamo da una stanza all'altra, io in un corridoio piccolo, stretto ed ingombro di mobili e libri, lui nel bagno. Siamo nella penombra, non ci sono lampade accese, l'atmosfera è quella di quando è quasi sera, in autunno, fuori c'è più luce che dentro e ti scoccia accendere la luce, ma devi farlo se vuoi vedere quello che fai. So che il fratellopunk dovrà andare a lavorare al bar, mentre io potrò restare a casa a fare il mio comodo e per questo provo una sensazione sgradevole, un misto di fastidio e senso di colpa, accentuata dall'ambiente scuro e saturo di pulviscolo, come una vecchia fotografia sbiadita. Adesso sono in bagno e il fratellopunk è nell'altra stanza. Gli urlo che mamma gli ha lasciato un dolce per merenda e intanto lo vedo, il dolce: poco più della metà di una torta rotonda e dorata, dall'aspetto soffice e appena umido, posta in un piatto bianco bordato di blu poggiato sul lavandino. Sposto lo sguardo in direzione della stanza oltre il corridoio, come a voler far arrivare la voce in modo più diretto e quando mi volto di nuovo la torta è...nel wc: non so come ci sia finita ma è lì. La guardo senza scompormi minimamente e mentre arriva il fratellopunk la prendo e comincio a strizzarla. Conveniamo che non è più buona da mangiare, tranquillamente, come se fosse cosa normalissima. Il fratellopunk va via ed anch'io esco. Mi ritrovo in un punto ben noto del paese, solo che è com'era anni fa, prima che ci costruissero una palazzina: un sentiero in salita che porta al retro della nostra vecchia casa. Decido di passare di lì ma c'è nebbia, una nebbia fittissima e grigia, consistente, materica, densa e umida. Non vedo niente, meglio tornare indietro, mi dico.
postato da: reginadiquadri alle ore 15:00 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: vita, sogni