Regina di Quadri

...Recognize this as a holy gift and celebrate this chance to be alive and breathing...
mercoledì, 22 ottobre 2008

Io, Danae

Tornata dalla bellissima Siviglia, ho ritrovato l'autunno ad aspettarmi sotto casa. L'avevo lasciato qui in forma di pioggia grigia e brevi ripensamenti estivi e lo ritrovo in tutto il suo splendore, pronto a catturare ogni mio senso e ad inebriarlo di sé. Prima di partire ci sono stati i fichi, rossi e dolcissimi, mangiati direttamente sotto l'albero, con le dita appiccose e lo stupore sulla lingua, per quel sapore che non credevo di ritrovare così intenso. Ora c'è il pomo, di nuovo così carico che un ramo si è spezzato sotto il peso dei suoi stessi frutti. E ci sono le foglie, con le loro infinite sfumature: sui rami, nei vasi, ovunque per terra. Le acacie ci hanno regalato un tappeto dorato che ha ricoperto completamente il giardino: piccole foglie gialle come monete d'oro cadono ovunque, sul tavolo di marmo, sulle scale, entrano persino dalle finestre del secondo piano e si posano sul pavimento, sul letto...
Passeggio sotto questa lenta pioggia dorata nelle prime ore del pomeriggio, quando il sole è più tiepido, o nel rosso fiammante del tramonto, e mi sembra di essere Danae sotto la sua pioggia divina... E mi accorgo che sono queste le cose che danno senso ai mesi passati forzatamente lontani dalla mia seconda cuccia. In realtà il mio posto è questo: qui dove sono parte della trama di questo grande arazzo vegetale.


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categorie: vita, maremma
lunedì, 25 giugno 2007

Ho conosciuto RENZO PIANO.
Ho stretto la mano a RENZO PIANO.
Ho servito l'aperitivo e la cena a RENZO PIANO.
Ho parlato con RENZO PIANO del fatto che è meglio lavarsi le mani prima di mangiare.
Cogliere subito l'occasione per parlargli della mia tesi mi sembrava poco elegante, ma quando sono andata a cercarlo e lui era già scappato mi sono data ripetutamente della deficiente.

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categorie: vita, arte, amici, maremma
venerdì, 11 maggio 2007

Le nuove frontiere del dialogo tra generazioni

Ogni giorno una nuova esperienza (parte ottava).

Da un dialogo tra la sottoscritta, il mostriciattolo ottenne mio ripetando ed il suo etilicissimo nonno:

Mostriciattolo ottenne: "Guarda! Io so scendere le scale senza guardare..."
Io:
"Stai attento che ti fai ma..."
Nonno etilico: "Bada d'un picchià 'na ghebbiata, brodo!"


Semplicemente fantastico. Sono tornata in Maremma...
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categorie: maremma, nuove frontiere
martedì, 24 aprile 2007

Post stanco...

...ma doveroso.
Ci sono due cose da raccontare. O meglio, da ricordare. Due eventi di cui prendere nota, affinché al primo momento di malinconia possa sapere la data esatta dell'ultimo ricordo memorabile. Piccolo rimedio a grandi problemi che spesso nemmeno esistono.
Comunque.
In ordine meditatamente inverso. Dal concreto all'astratto, tra l'altro.
Primo: oggi, primo giorno di lavoro. Che poi, non so nemmeno se lo posso davvero definire il primo, dal momento che il contratto ancora non s'è visto, ma è già il secondo giorno che passo a friggermi il cervello al telefono. Esattamente: al telefono. Meglio che spattare la stalla alle sette di mattina, come saggiamente mi ha fatto notare mamma ieri sera. E come darle torto? Il riferimento è ovviamente a quello che il mio nonno, il suo babbo, ha fatto per una vita...
Secondo: proprio quel nonno lì, sabato pomeriggio, matrimonio della mia bis-cugina (ma esistono ancora i bis-cugini? O hanno cambiato nome e nessuno mi ha avvertita? Oppure ancora sono una leggenda da scuola materna alla quale ho continuato a credere da brava polla quale sono? No perchè io non sono molto esperta di cugini, essendo un raro caso di figlia di padre figlio unico e di madre con due sorelle non sposate...). Bis-cugina, insomma, che, come tutti i parenti che non mi conoscono hanno tenuto a precisare, è di 13 giorni più giovane di me. Il primo matrimonio a cui partecipo in età consapevole. Pantaloni di velluto, camicia viola, giacca del vestito di laurea, finte clarks, ché tanto io e lei non ci vediamo da quando ci picchiavamo di nascosto dai genitori nella sua cameretta...
Matrimonio, buffet, un americano da quasi mezzo litro come aperitivo, tartine... Le tartine sono il cibo del diavolo, così irresistibilmente morbide, saporite e decorate di micro-fettine di salmone, cetrioli, uovo sodo. Un cibo che si prepara in così tanto tempo, ma che si mangia in un attimo deve per forza essere diabolico.
Alla fine riesco ad uscire dal turbine del buffet e raggiungo il mio nonno, seduto fuori sotto il gazebo.
Nonno, ti porto qualcosa da mangiare?
No, no, c'hanno già pensato le tu' zie a rimpinzammi per bene!
Un bicchiere di vino?
Si vai, quello si...

Torno con due bicchieri di rosso grandi come quelli dell'aperitivo, nonno alza lo sguardo, mi vede e ride. Ogni sua cellula ride. Una risata interiore, giovane, della quale affiorano sul viso soltanto la meraviglia e quel tono lievemente beffardo che ha il suo fantastico senso dell'umorismo.
Bimba, ma che fai, bevi?
Perché, c'è qualche problema?
No, no, anzi! A me mi fa solo piacere!

Non che non mi abbia mai visto bere, ma probabilmente non se lo aspettava, e poi i bicchieri erano veramente grandi.  Credo che abbia pensato qualcosa tipo  "va bene, ho avuto tre figlie femmine e poi  una nipote, ma almeno lei mi beve  come  un bravo  contadino!".
Mi siedo. Mi guarda e parliamo di una cosa di cui non avrei mai immaginato di parlare con lui.



Un aggiornamento sul mio dialogo con l'Universo: adesso i numeri non sono più soltanto quelli degli orologi, mi parlano anche i registratori di cassa! Sarà l'Universo che chiede l'onorario?
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categorie: vita, epifanie, vizi, maremma
venerdì, 01 settembre 2006

La fiera

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò...

Io invece alla fiera di paese (l'evento più importante dell'anno da queste parti) ho comprato tre paia di calzini alla bancarella dei cinesi, un pupazzo a forma di lama a quella del sudamerica ed un sacchetto di 'misto giapponese' a quella della frutta secca. Poi, per non scordare la tradizione, ho preso anche i lupini, il croccante e i brigidini. Ma un pranzo al ristorante mi sarebbe costato meno...
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categorie: maremma
domenica, 06 agosto 2006

van+goghSi vede il mare dalla strada che mi porta a casa. E stasera si vede anche il riflesso d'argento della luna sulla superficie. Una luna grossa, gialla e storta, come una frittata venuta male, in mezzo ad un cielo tormentato da quel che resta del temporale del pomeriggio. Strisce di nuvole bordate di luce percorrono l'aria più nere del nero del cielo.

Ha piovuto tutto il giorno. Per un po' ha pure grandinato.
Quattro donne erano sedute intorno ad un tavolo. Tre generazioni. Raccontavano di morti da vestire e di armadi da svuotare. Di un uomo malato che la moglie aveva dimenticato nel letto sotto una pila di cappotti e di una giovane donna che l'aveva salutato con la mano dalla stanza accanto, combattuta tra il riso e la pena.

Stasera l'aria è pulita e fredda. La sento su ogni centimetro della mia pelle tiepida d'agosto. Dilato le narici e la spingo giù nei polmoni. Respiro quanto più mi è possibile l'odore di terra bagnata.
Ho le gambe pesanti, la stanchezza mi ha preso alle ginocchia e non mi lascia. La porto con me fino in camera e la restituisco al suolo attraverso i miei passi sulle mattonelle gelate.
Non appartengo a questo sabato notte come questo clima non appartiene all'estate, ma la stanza sa accogliermi col buio e col silenzio. Spalanco le finestre e divento parte della notte.
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categorie: vita, maremma
martedì, 02 maggio 2006

Allora, ricapitoliamo.
Dirompente rientro nella vita mondana, ultimamente!
Per la sconfinata gioia della scrivente l'ultimo mese ha visto la partecipazione della scrivente medesima a svariati eventi della vita giovanile (e non), toscana (e non).
Sarò breve: Salone del Restauro a Ferrara (con tanto di cena tipica e degustazione di vini da verituristiveri), concerto dei Pay con Freak Antoni e Olly a Donoratico, divertentissimi ed abili 'registi' di spettacoli, concerto dei Baustelle a Fornacette (serata storta, iniziata e finita maluccio e loro stranamente più coinvolgenti sul disco che dal vivo), Mostra dell'Artigianato a Firenze, grazie alla quale i miei figli non avranno un'eredità (avendo io dilapidato i miei miseri averi tra i suoi padiglioni) ed a seguire serata pizza&cinema, nella migliore tradizione G.M. (Gggiovane Medio). Poi c'è l'acquisto dei due biglietti per il concerto dei Tool a Roma, che aspettano Giugno custoditi con amore.
Eccheccavolo, c'è da dire, era ora!
E poi ci sono le cose che fanno bene: aiutare mamma nei campi che vorrebbe fossero suoi, un gatto minuscolo nuovo di zecca che dorme sul mio piede mentre mi lavo i denti, le chiacchiere in un pomeriggio di sole.
L'equilibrio pare meno lontano.

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categorie: musica, vita, baustelle, maremma
lunedì, 03 aprile 2006

Tutti mi dicon maremma

Fattoridis04

Tutti mi dicon Maremma, Maremma,
ed a me pare una Maremma amara.
L'uccello che ci va perde le penne,
io ci ho perduto una persona cara.

Sia maledetta Maremma, Maremma,
sia maledetta Maremma e chi l'ama.
Sempre mi trema il cor quando ci vai
perchè ho paura che non torni mai.

tutti_mi_dicon_maremma
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categorie: maremma