Domenica mattina, ore 10.
Ormai al fatto di lavorare la domenica mattina (e anche la domenica pomeriggio) ho fatto l'abitudine e non ne risento più così tanto come all'inizio, quando i primi, poco fortunati visitatori della giornata mi trovavano accasciata sul banco a tentare un disperato risveglio forzato con botte di brioches e the freddo. Ormai mi sveglio senza problemi (ed era anche l'ora, tra dieci giorni scade il contratto!), trovo il tempo di fare colazione a casa, con tutta la calma che questo sacro rito necessita, se sono particolarmente attiva riesco pure a leggermi un paio di notizie in rete ed arrivo al lavoro senza l'aria di aver dovuto lottare a mani nude contro orde di nemici che mi bloccavano il passaggio lungo la strada.
La domenica mattina, in realtà, mi piace molto. Sarà perchè per me ormai è diventato il preludio al meritato riposo, quello che è il sabato della gente normale (quindi tutti tranne addetti museali e parrucchieri, che riposano il lunedì), sarà perchè svegliarmi presto nei giorni di festa ed avere così tutto il tempo di godermi la giornata, mi ha sempre fatto sentire bene, con la coscienza a posto e anche parecchio furba.
Questa domenica, poi, mi piace particolarmente. Venerdì, alle quattro del pomeriggio, è arrivato l'autunno. Così, all'improvviso: ha iniziato a piovere, ha continuato per tutta la sera e quasi tutta la notte. Inizialmente ha fatto un caldo atroce, ma ieri era praticamente novembre (si vede che la corsa per arrivare gli aveva fatto dimenticare di regolare il termostato), mentre oggi, finalmente, pare essersi assestato su una tempreatura deliziosamente settembrina. Finalmente. Inoltre, questo fine settimana ho avuto la fortuna di lavorare in una sede diversa dal solito, un posto fantastico (soprattutto rispetto agli altri due a cui sono stata assegnata per tutto luglio, agosto e metà settembre...ma si sa, agli inizi è così), appena restaurato, dove tutto profuma di legno e pannelli espositivi nuovi di zecca, dove adesso scrivo dalla mia postazione privilegiata, proprio davanti ad una delle porte delle mura duecentesche, che incornicia uno scorcio da cartolina. Una vera pacchia. Le ultime sette ore qui dentro, poi dovrò tornare al mio soporifero museo abitato da fantasmi dispettosi. Meglio approfittarne.
Aggiornamento delle 12:30 circa.
Ne ho approfittato, manco a dirlo, cazzeggiando ampiamente e sbellicandomi dalle risate qui (fateli! sono divertentissimi!). Ho anche appreso che:
L'esclusivo e infallibile Socialclock di Newsky.it ti attribuisce un punteggio di
59/100
il che ti vale il titolo onorifico di
Lavoratore Precario ad Honorem,
conferito a chi dimostra qualche difficoltà di integrazione nella vita della comunità.
Era meglio se studiavo...