Finito Agosto, il peggio è di gran lunga passato. Settembre è iniziato con una fugace ed accaldatissima apparizione all'evento mondano più importante dell'anno, qui al paese (la fiera) ed un giorno di prova del nuovo orario primo-autunnale, che speravo fosse ridotto sulla carta come nelle promesse, e che invece si è rivelato tale solo nei giorni che probabilmente a me non serviranno a nulla... Questo in vista dell'esame in arrivo, ancora tutto da studiare, come nella migliore tradizione della mia carriera universitaria.
Ad università finita avevo sperato nella fine anche degli esami, ma si sa tutti molto bene, gli esami...eccetera, insomma. E così mi sono ritrovata con questo esame (tra l'altro, una vera mattonata, stando al presunto programma ed alle indiscrezioni di chi l'ha tentato in passato) ad accompagnare l'ennesima estate sui libri e, come ogni estate, ho finito per fare tutto meno che studiare. Ma dov'è la novità? Nessuna novità infatti, nemmeno nel fatto che dopo lo slancio iniziale l'interesse per la materia è nettamente scemato, proprio colato a picco direi, di fronte alla prospettiva dell'assimilazione di tre volumi di nozioni (nomi-date-eventi, come al solito, da anni...) in tempi spaventosamente ristretti, per quanto legate ad uno scopo utile (un futuro lavoro) ed alla mia terra d'origine. Eppure lo devo fare, ci sono addirittura le mie datrici di lavoro a fare il tifo per me ed a sperare che finalmente qualcuno possa ricoprire quel ruolo nella cooperativa...(niente di che, eh, solo che serve un po' di impegno, di tempo e magari di allenamento allo studio).
Per cui, basta chiacchiere, è tempo di studiare.
